LA RIVISTA DELLA
3e GIORNATA DIGITALE SVIZZERA
3 SETTEMBRE 2019

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Giornata digitale 2019

Campioni del mondo con i Big Data

Gli allenatori ci sono ancora a bordo campo, ma da tempo ormai sono gli analisti dei dati a stabilire chi e come deve giocare e vincere.

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Al 113° minuto Mario Götze ha regalato nel 2014 la vittoria alla Germania. Molti tuttavia ritengono che il merito della vittoria della squadra vada a HANA, acronimo di High Performance Analitic Appliance, il sistema di gestione dei dati sviluppato da SAP. La combinazione di software e hardware consente la rapida valutazione di un gran volume di dati. Il CHRO di SAP, Stefan Ries, sostiene che il contributo della sua azienda alla vittoria della Germania «non sarebbe irrilevante». Ma la quinta volta, in Russia non ha funzionato. Il calcio è una sfida per le analisi dei dati in quanto sono in ballo 22 giocatori e i piedi sono meno prevedibili delle mani. Tuttavia le società più prestigiose delle leghe europee gestiscono interi laboratori di ricerca. Il FC Liverpool deve la sua vittoria di quest’anno nella Champions League anche a un sofisticato reparto di elaborazione dati. Nel corso del tempo un analista di dati ha composto la squadra.

Da un paio di anni il vincitore di Wimbledon, Novak Djokovic (32), collabora assieme all’analista dei dati Craig O’Shannessy che analizza ogni partita di tennis dell’APT Tour. In base ai dati, egli traccia una mappa dei punti deboli e di forza degli avversari. Il tennis è particolarmente adatto all’analisi dei dati perché analizza lo stile di un solo avversario, la geometria del campo è chiara e l’apertura del gioco è sempre dettata dal servizio.

Negli Stati Uniti, con i big data, le squadre vincono a pallacanestro, football americano e baseball. A tal riguardo tre sono i fattori importanti: vengono sviluppate mosse di gioco e decifrate quelle degli avversari; i dati consentono di sviluppare una tattica; infine sostituiscono il talent scout. Le squadre vengono formate a computer. All’inizio del 2000, in base ai dati analizzati, gli Oakland Athletics ingaggiarono a buon mercato dei giocatori di baseball con un grande potenziale. Nel 2003 l’economista americano Michael Lewis ha scritto a riguardo il libro: «Moneyball: l’arte di vincere», da cui è stato tratto l’omonimo film con Brad Pitt.