LA RIVISTA DELLA
3e GIORNATA DIGITALE SVIZZERA
3 SETTEMBRE 2019

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Giornata digitale 2019

La persona sempre al centro
In cooperazione con Credit Suisse

La digitalizzazione è determinata da molte tendenze: tecnologie, innovazioni, ecosistemi. Ce ne parla Anke Bridge Haux, responsabile delle attività digitali presso Credit Suisse.

Samuel Trümpy

Ritratto:

Anke Bridge Haux è responsabile Digitalization & Products e membro del Consiglio direttivo di Credit Suisse (Svizzera) SA. La sua carriera ha avuto inizio nel 1999, presso Credit Suisse. Nel 2005 è passata alla Gestione patrimoniale e investimenti bancari di UBS. Nel 2011 è rientrata in Credit Suisse e da allora ha ricoperto diverse cariche dirigenziali nei settori Valute estere, Prodotti bancari e Digitalizzazione. Anke Bridge Haux ha concluso un master in Finance & Economics presso l’Università di San Gallo e il General Management Programm (GMP) organizzato dalla Harvard Business School di Boston.

Signora Bridge Haux, la trasformazione digitale ha investito a tempo di record l’economia e la finanza. Come sarà la banca del domani?
La banca del domani deve essere flessibile e innovativa, ma soprattutto deve offrire ai clienti i prodotti come e dove li desiderano, con soluzioni semplici, modulari e personalizzate. Si tratta di un viaggio che va continuamente strutturato, basandosi sulle situazioni di vita individuali e sulle conseguenti necessità dei clienti ricorrendo al supporto delle nuove tecnologie. La banca del domani dovrebbe, per così dire, andare incontro al cliente e non viceversa.

Quali sono i trend digitali che secondo lei interessano maggiormente il mondo delle banche?
Per noi come banca, la questione centrale in ambito digitale è piuttosto: in che modo i clienti vorranno in futuro interagire con noi? Se per alcuni l’interazione personale con un consulente costituisce un fattore irrinunciabile, altri preferiscono l’uso dei servizi tramite canali digitali. L’importante è che la banca sia in grado di offrire una combinazione di consulenza personale e offerta digitale. Inoltre ci si muove sempre più spesso nei cosiddetti «ecosistemi»; siamo convinti della loro importanza per i nostri clienti in quanto consentono loro di usufruire dei nostri servizi nel momento in cui ne hanno bisogno. L’«open banking» è già una realtà per i clienti aziendali di Credit Suisse. Per la nostra banca ciò significa che continueremo ad ampliare costantemente le nostre partnership, come ad esempio con le fintech.

Qual è la visione di Credit Suisse riguardo alla digitalizzazione?
La digitalizzazione non è fine a sé stessa: nasce da un’esigenza del cliente. I clienti ci dicono quali sono le loro richieste ed esigenze e cosa si attendono dalla loro banca. A tale scopo sviluppiamo e testiamo le soluzioni digitali assieme ai clienti nel nostro User Experience Lab. Basandoci sul loro feedback ottimizziamo costantemente le nostre soluzioni digitali. La digitalizzazione deve coadiuvare, integrare e facilitare il banking.

Personalmente cosa la affascina della trasformazione digitale?
È un interessante punto di fusione fra tecnologia, innovazione, banking, prodotti e servizi. Offre possibilità tecnologiche impensate. Ma la persona è sempre al centro di ogni processo. Si tratta di sviluppare le soluzioni migliori per i clienti. E questo lo trovo molto stimolante.

Lei sottolinea la centralità della persona nella digitalizzazione. Due fattori estremamente umani sono anche la fiducia o l’insicurezza, soprattutto quando si tratta di possibilità impensate. Ritiene che questa sia la sfida maggiore?
Nell’ambito della digitalizzazione non si tratta solo di sfruttare nuove opportunità, ma anche di individuare i possibili rischi. Con il progresso tecnico si sviluppa anche la cybercriminalità: un argomento di estrema importanza per le banche. Il trattamento affidabile e la sicurezza dei dati hanno per Credit Suisse la massima priorità.

La digitalizzazione non è fine a sé stessa

In che altro modo i clienti possono eventualmente tutelarsi?
La sicurezza dell’online e mobile banking riveste per noi un ruolo fondamentale. Un ulteriore, importante fattore di sicurezza è la prudenza dei clienti, vediamo un ulteriore potenziale per una gestione più consapevole e prov­vedimenti mirati, come dimostra la nostra presenza di quest’anno alla Giornata digitale e la nostra nuova campagna «la sicurezza non è un optional».

Di che cosa tratta la campagna?
I motivi degli attacchi cibernetici sono molteplici, i metodi si diffondono velocemente e si sviluppano costantemente. Vogliamo rendere più attenti i nostri clienti e sostenerli in materia di sicurezza informatica con l’ausilio di informazioni, corsi di formazione e interconnessioni di rete. Utilizzate già i camera blocker? Con che frequenza cancellate i cookie di Internet? Sapreste eliminare un malware dal vostro computer? Offriamo consigli sulla sicurezza, liste di controllo personali e strumenti online per individuare eventuali falle nei PC. A tal riguardo possiamo contare sul supporto dei nostri partner «Swiss Internet Security Alliance» (SISA) e «eBanking ma sicuro!» (EBAS).

Allora non è tutto oro quello che luccica?
Cito a riguardo uno dei miei motti preferiti, una frase pronunciata dal fondatore di Apple, Steve Jobs, durante un discorso tenuto all’Università di Stanford: «Stay hungry, stay curious». Non abbassare la guardia è estremamente importante, senza però creare falsi allarmismi e ostacolare il progresso. La digitalizzazione farà parte del futuro e i nostri clienti sono i propulsori del cambiamento.