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3 SETTEMBRE 2019

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Tutto sotto controllo?
Adrian Meyer

«Matrix» uscì al cinema 20 anni fa. Quali visioni del film sono diventate realtà?

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Rivoluzionarie scene di lotta al rallentatore, look di pelle e vernice, grandi questioni filosofiche: 20 anni fa la pellicola di fantascienza «Matrix» fece sensazione e ancora oggi entusiasma il pubblico. Nel film l’umanità è tenuta, a sua insaputa, prigioniera in un fantastico mondo virtuale elaborato dal com­puter. Le persone vengono gestite dall’intelligenza artificiale, che sottrae loro l’energia come se fossero batterie. Ma in che misura questa tetra visione del futuro è nel frattempo diventata realtà?

In effetti negli ultimi anni l’intelligenza artificiale (AI) ha fatto passi da gigante. Grazie all’apprendimento automatico i programmi informatici di oggi sono in grado di imparare autonomamente nuove competenze, comporre musica, guidare automobili, analizzare lingue e immagini, fornire diagnosi mediche. Sembra ancora lontana un’AI con una propria coscienza, una super intelligenza che supera di gran lunga le facoltà umane.

Tuttavia molti scienziati e filosofi di fama mettono in guardia: temono che un giorno all’umanità possa sfuggire il controllo sulle macchine (super)intelligenti. Il fisico Stephen Hawking, morto nel 2018, disse che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale «potrebbe essere quel che di peggio o di meglio è capitato all’umanità.» Insieme a più di mille ricercatori Hawking ha firmato anche una lettera aperta in cui gli esperti attirano l’attenzione sulla pericolosità dei sistemi di armi autonome. Nel quadro dell’ONU 28 paesi si sono espressi per il loro divieto globale. I «robot killer», che decidono da soli della vita o della morte di un essere umano, sono quasi una realtà.

Dall’artiglieria e razzi autonomi alle motovedette o ai veicoli militari senza equipaggio, l’evoluzione tecnologica è inarrestabile. Oggi i droni da combattimento sono già in grado di volare da soli sui territori nemici per tracciare e valutare futuri obiettivi. È vero che prima di bombardare occorre l’ok dell’uomo, ma per arrivare alla soluzione completamente automatizzata il passo è breve.

Cosa dire poi della teoria che viviamo in una simulazione al computer? Sembra una follia, eppure se ne discute molto seriamente. Tra i sostenitori più noti c’è Elon Musk, il fondatore di Tesla, secondo lui la possibilità che non stiamo vivendo una simulazione è di una su un miliardo. Addirittura Musk sostiene molto attivamente una realtà «Matrix»: nella sua ditta Neuralink vuole presto impiantare dispositivi nel cervello e collegare intelligenza biologica e artificiale. La sua visione è quella di poter inserire prima o poi la coscienza umana in un cloud e vivere distaccati dal proprio corpo.